Neoplasie dell'ovaio

Le ovaie sono organi delle dimensioni di circa tre centimetri la cui funzione è quella di produrre gli ormoni sessuali femminili e gli ovociti che sono le cellule riproduttive femminili.
Ogni mese, quando la donna è in stato fertile e non in stato di gravidanza, le ovaie producono un ovocita che si muove verso l'utero per essere fecondato.
Il carcinoma dell’ovaio è dovuto ad una proliferazione incontrollata di cellule , il più delle volte di tipo epiteliali (ovvero quelle che non producono gli ovociti ), anche le cellule germinali però possono dare origine a neoplasie . Ogni anno nel mondo circa 200.000 donne vengono colpite da carcinoma ovarico, che si colloca così al sesto posto tra le forme di tumore maligno nella donna.
In Italia il tumore dell'ovaio colpisce circa 4.000 donne ogni anno, una donna su 97.

Sintomi

Si tratta di una malattia solitamente asintomatica , è silenziosa e nella gran parte dei casi e si manifesta quando è già in fase avanzata. Ciò comporta evidenti difficoltà ai fini di una diagnosi precoce. In talune donne, anche nello stadio iniziale della malattia è possibile riscontrare talvolta sintomi gastro-intestinali, come dolori, sensazione di gonfiore addominale e di pressione a livello pelvico.
Quando le dimensioni del tumore sono sufficientemente critiche è possibile notare un rigonfiamento del basso ventre, sensazione evidente di pesantezza e dolenzia in zona pelvica.
Alcuni sintomi possono essere sospetti come la comparsa di dolore durante i rapporti sessuali, la perdita di appetito e la perdita di peso non dovuta a diete dimagranti, la comparsa di anomale perdite di sangue dalla vagina e il costante senso di affaticamento. Non esistono al momento programmi di screening scientificamente affidabili per la prevenzione del tumore dell’ovaio. I diversi tentativi, condotti anche mediante ricorso all'ecografia transvaginale e al dosaggio del marcatore CA-125 non sono mai riusciti a determinare un rapporto costi-benefici vantaggioso.

Neoplasie dell'ovaio

La diagnosi viene formulata sulla base della visita ginecologica, suffragata da indagini che consentono di visualizzare le ovaie e la regione pelvica.
Tra la indagini diagnostiche strumentali un ruolo di rilievo viene svolto dall'ecografia transvaginale, dalla ecografia della pelvi e dalla TAC addome e pelvi da associare al dosaggio sierico del marcatore CA-125. Inutile è ai fini della diagnosi di carcinoma ovarico il Pap test.

Neoplasie dell'ovaio

La strategia terapeutica è relativa allo stadio della neoplasia. La terapia è soprattutto chirurgica, anche se grandi passi in avanti si stanno conducendo sul piano delle terapie farmacologiche, spesso i due trattamenti vanno integrati nella stessa paziente. La qualità dell'intervento chirurgico e la radicalità dello stesso rappresentano elementi prognostici fondamentali ai fini della sopravvivenza. La chirurgia eseguita in modo adeguato è determinante nel carcinoma ovarico dove l’obiettivo da raggiungere è non lasciare alcuna massa residua visibile o almeno lesioni minime, poi secondo lo stadio viene eseguito un trattamento di chemioterapia precauzionale o, in alcuni casi, anche primaria perché si tratta di un tumore molto sensibile alla chemioterapia, che può sconfiggere la malattia.
Negli stadi avanzati, quando il trattamento chirurgico è considerato ormai inappropriato, la terapia di scelta è rappresentata da una poli-chemioterapia. Sul fronte terapeutico, oltre alla chirurgia e alla chemioterapia con farmaci standard, la ricerca si sta concentrando su terapie biologiche per migliorare la qualità di vita delle pazienti. Nuovi farmaci come la Trabectedina, che è una sostanza antitumorale estratta originariamente da un animale marino, una specie di tunicato o ascidia, sono risultati molto efficaci nella cura della malattia avanzata .
La Trabectedina agisce legandosi al DNA cellulare ed impedisce ad alcuni geni presenti nelle cellule umane di aumentare la loro attività,in questo modo le cellule non sono più in grado di dividersi con elevata rapidità e la crescita di vari tipi di tumore, è rallentata. Per il cancro delle ovaie, questo farmaco in abbinamento ad altri ha dimostrato di essere una terapia efficace. Fondamentale è poi il monitoraggio nel tempo delle donne già trattate per il tumore dell'ovaio con esami strumentali , clinici e bioumorali, al fine di diagnosticare tempestivamente eventuali recidive della malattia.

Neoplasie dell'ovaio

L'aver avuto più figli, l'uso di contraccettivi estroprogestinici , un menarca tardivo , una menopausa precoce e una dieta corretta diminuiscono il rischio di insorgenza del tumore dell'ovaio e sono quindi considerati fattori protettivi. Secondo una stima del National Cancer Institute una percentuale tra il 7 e 10 % di tutti i casi di carcinoma dell’ovaio è il risultato di una alterazione genetica che si eredita . Tale alterazione è relativa alla mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2 presente sia nel carcinoma dell'ovaio sia nel carcinoma della mammella ,in questi casi il cancro dell'ovaio si verifica in un'età più giovane rispetto a quello non legato ad alterazione genetica.