Neoplasie della Cervice Uterina

La cervice o collo dell’utero, è la parte inferiore dell’utero,organo muscolare che aggetta nella vagina e che si trova al centro della pelvi, nella parte inferiore della cavità addominale.
L’utero è rivestito da una mucosa ,l’endometrio,che si modifica ogni mese proliferando,sfaldandosi e distaccandosi dando origine alla mestruazione,che si interrompe temporaneamente durante la gravidanza e definitamente con la menopausa.

Il tumore della cervice è un chiaro esempio di tumore dove è possibile attuare una reale prevenzione , perché il periodo pre-canceroso caratterizzato da un’alterazione delle cellule che rivestono la cervice uterina ,è prolungato nel tempo e quindi identificabile ed aggredibile efficacemente prima che possa dar vita ad una vera lesione cancerosa .Le modificazioni pre-cancerose , nella totalità dei casi sono conseguenza dell’ effetto trasformante dell’infezione virale da papillomavirus (HPV),un virus che può infettare il tratto genitale femminile e maschile e anche il cavo orale. Il virus si trasmette principalmente attraverso rapporti sessuali non protetti ed essendo fortemente infettante spesso è sufficiente anche un solo rapporto per contrarre l ‘infezione. Tuttavia la presenza dell’infezione da HPV non necessariamente porterà alla comparsa di lesioni precancerose , perché la probabilità di sviluppare il tumore della cervice in seguito a infezione da HPV dipende anche dal tipo HPV con cui si viene in contatto. Alcuni tipi di HPV,definiti a basso rischio, determinano solo manifestazioni cutanee (condilomi),altri invece definiti ad alto rischio (tipi 16,18,31,33, )sono maggiormente in grado di generare lesioni cellulari tipiche di situazioni di precancerosi.
Dopo il contatto con il virus può svilupparsi una malattia precancerosa definita come HSIL ( High -grade squamous Intraepithelial Neoplasia ) che successivamente può trasformarsi in tumore prima in situ , poi invasivo .
L’incidenza in Italia di neoplasie della cervice uterina è di 3.500 nuovi casi anno , con due picchi di maggior incidenza,uno intorno ai 30-35 anni ed uno,meno evidente, intorno ai 60 anni.

FATTORI DI RISCHIO

  • infezione da HPV : tipi ad alto rischio, i soli che provocano l’ insorgenza del tumore ;
  • elevato numero di partner sessuali : per conseguente aumento della probabilità di contrarre il virus ;
  • basso livello socio-economico : solo se esso è correlato a scarsa igiene ;
  • fattori che diminuiscono le difese immunitarie : per es. una dieta drastica scarsa di nutrienti e di vitamine ;
  • tabagismo : abbassa le difese immunitarie e rende le cellule più recettive all’ azione trasformante del virus HPV;
  • infezioni di altri virus : es. HIV.

Neoplasie della Cervice Uterina

La diagnosi precoce è fondamentale per la guarigione totale del tumore ed è possibile grazie:

  • al Pap test o striscio cervico-vaginale che preleva cellule desquamate dal collo dell’utero, le colora e le analizza microscopicamente individuando tempestivamente eventuali lesioni pre-cancerose;
  • alla colposcopia ossia alla visione con ingrandimento del collo dell’utero per l’ individuazione di aree sospette dove praticare una biopsia, che consiste in un’asportazione di un frammento di tessuto per analizzarlo istologicamente.



SINTOMI
Sintomo principale del tumore della cervice uterina è un sanguinamento vaginale anomalo (non sempre segno di tumore, ma sempre meritevole di approfondimento diagnostico), che si verifica o dopo un rapporto sessuale o nell’intervallo tra due mestruazioni o nella menopausa. Oltre al sanguinamento posso essere presenti secrezioni biancastre dalla vagina (leucoxantorrea) maleodoranti, persistenti e ribelli a trattamento medico, dolore durante il coito e, in caso di malattia avanzata, anche dolore pelvico irradiato agli arti inferiori.

ITER DIAGNOSTICO
In caso di esito positivo del Pap-test , ossia in caso di presenza di alterazioni morfologiche delle cellule della cervice,il medico richiederà altri accertamenti, come:

  • il test virologico su prelievo citologico che accerta la presenza del DNA virale e caratterizza il tipo di papillomavirus,
  • la colposcopia e la biopsia della cervice uterina che danno informazioni riguardo l’estensione delle lesioni, il tipo di lesioni , l’aggressività e l’invasività del tumore.

Neoplasie della Cervice Uterina

Due sono i tipi fondamentali di tumore della cervice:

  • il carcinoma a cellule squamose(la forma più diffusa) che interessa le cellule piatte che ricoprono la cervice
  • l’adenocarcinoma che interessa le cellule ghiandolari dell’ endocervice .

In base alla stadiazione del tumore ossia alle dimensioni del tumore stesso e all’ eventuale diffusione ad altri organi come endometrio, vescica, retto, (rilevata anche attraverso altre e successive indagini strumentali) si deciderà il tipo di trattamento più adeguato.
Chirurgia, radioterapia e chemioterapia possono essere utilizzate sia da sole che in combinazione a seconda dello stadio del tumore. Nel caso di tumore localizzato la chirurgia rappresenta il trattamento di elezione, a volte il momento chirurgico è preceduto da un trattamento combinato di chemio-radioterapia con lo scopo di ridurre l’estensione del tumore e facilitarne la rimozione.
La chirurgia può essere radicale,con asportazione dell’utero e di altre sedi di possibile invasione tumorale o, conservativa come nel caso di lesioni superficiali,in cui è sufficiente la rimozione della lesione attraverso una procedura chirurgica chiamata “conizzazione “evitando, cosi, la rimozione dell’utero. Nel caso in cui il tumore si è diffuso ad altri organi si utilizza preferibilmente solo la radioterapia e/o la chemioterapia.

Neoplasie della Cervice Uterina

La prima importante arma di difesa dalle malattie è un’attenta prevenzione, primaria e secondaria. La prevenzione primaria è rappresentata dalla vaccinazione, oltre che da comportamenti e stili di vita corretti .Tra gli stili di vita corretti deve essere raccomandato un comportamento sessuale attento nel prevenire ogni genere di infezione, accurata igiene personale ed evitare il fumo di sigaretta . Per la prevenzione secondaria è raccomandato l’ esecuzione (partecipando a programmi di screening ! ) del Pap-test che è l’esame che individua le lesioni precancerose che possono trasformarsi nel tempo in tumore . E’ consigliabile effettuare il Pap-test entro 3 anni dal primo rapporto,per due anni consecutivi e, se negativo, ogni 2 anni. Il test per l’HPV individua invece le donne che sono a rischio di sviluppare una precancerosi , quindi donne “positive” al test per l’HPV devono sottoporsi con più frequenza agli appuntamenti tanto per questo esame quanto per il Pap-test.
La Regione Basilicata ha promosso il Progetto Basilicata Donna per la Prevenzione dei tumori al seno e all’utero. Ogni giorno centinaia di donne lucane ricevono una lettera con la quale vengono invitate a sottoporsi gratuitamente ad una mammografia o ad un Pap-test. Il Pap-test è fornito gratuitamente a tutte le donne fra i 25 ed i 64 anni. In questa fascia di età il test risulta molto utile per la prevenzione. Una lettera comunica il risultato dell’indagine e l’eventuale invito ad ulteriori accertamenti. Nell’ambito del progetto “Basilicata Donna”, per la parte dello screening del cancro della cervice uterina, dal 1999, anno di attuazione del progetto, fino allo scorso giugno sono stati eseguiti oltre 422 mila Pap test . Sono state 135 le neoplasie diagnosticate e 1500 le precancerosi.

VACCINAZIONE

Nel tentativo di garantire la prevenzione primaria contro il cancro del collo dell’utero è stata introdotta la vaccinazione contro l’HPV, strumento da considerarsi integrativo al Pap test e non alternativo a questo.
L’individuazione dell’HPV come causa della quasi totalità dei tumori della cervice uterina ha permesso di allestire un vaccino che prevenga l’infezione virale e dunque l’ insorgenza del tumore.
Esistono 2 tipi di vaccini : bivalente(contro i sierotipi ad alto rischio :16,18) e quadrivalente(sierotipi 16,18,6,11),quest’ultimo con azione preventiva anche verso i condilomi.
Le donne maggiormente candidate alla vaccinazione sono principalmente le adolescenti, prima dell'inizio dell'attività sessuale; è in questa popolazione che il vaccino mostra la sua massima efficacia,è invece ancora in discussione l’utilità del vaccino nelle donne più adulte che siano venute probabilmente a contatto con il virus. La Basilicata nel 2007 è stata la prima Regione ad avviare la campagna di vaccinazione contro l’HPV offrendo il vaccino gratuitamente a tutte le ragazze tra gli 11 e i 25 anni di età. La Regione ha destinato il ciclo delle tre dosi di vaccino gratuito non solo alle dodicenni, come dettato dal Ministero della Salute, ma anche alle quindicenni, alle diciottenni e alle venticinquenni. In Basilicata è stato adottato il vaccino di tipo tetravalente . I dati aggiornati , forniti dal Dipartimento Salute – Ufficio Politiche della Prevenzione – riferiscono che la copertura della vaccinazione per le dodicenni lucane sfiora l ‘85 %, l’80 % per le 15enni, e, ancora, il 78% e il 52% rispettivamente per le diciottenni e le venticinquenni. Le prospettive date dall’utilizzo della vaccinazione sono incoraggianti ma purtroppo sia per i limiti di applicabilità del vaccino alla popolazione femminile generale sia perché i ceppi oncogeni di HPV sono probabilmente più numerosi di quelli attualmente conosciuti,la strategia vincente,per il momento,rimane ancora il Pap-test che si rende necessario anche per le donne vaccinate ( per informazioni sulla vaccinazione e programmi di screening telefonare al numero verde 800 054242 “ Progetto Basilicata Donna “ ).